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Fake News, Perchè la gente ci crede

Una delle leve più potenti per la diffusione delle Fake News consiste nello sfruttare il cosiddetto "Bias della Conferma" (confirmation bias), vale a dire confezionando delle notizie artefatte che maggiormente rispecchino i pregiudizi dell'audience di riferimento.

Il pubblico, di conseguenza, vedendo confermati i propri pregiudizi, contribuirà spontaneamente alla diffusione delle Fake News condividendole sui Social Media.

Alla radice della diffusione delle Fake News vi sono ragioni sostanzialmente economiche.

Sfruttando la credulità e la collaborazione (più o meno consapevole) del pubblico, è possibile diffondere in maniera virale dei contenuti che hanno un ritorno economico molto elevato in termini di pubblicità.

Produrre Fake News nell'era digitale è estremamente economico e ha un ritorno molto alto in termini di ricavi.

Ecco perchè il web è sempre più infestato da tale "inquinamento informativo".

Le Fake News non sono semplici "menzogne"

Si potrebbe pensare che lo scopo perseguito dai produttori di Fake News sia quello di mentire in maniera deliberata, allo scopo di creare danno al pubblico dibattito.

Lo scopo dei fakers è principalmente quello di guadagnarsi l'attenzione degli utenti diffondendo le false informazioni che più fanno presa sulla gente.

Nel caso delle Fake News, coloro che le creano e le diffondono non sono in realtà interessati a controvertire la verità dei fatti.

Per costoro, la verità dei fatti è semplicemente ininfluente, l'unica cosa che conta per loro è guadagnare consenso e alimentare attenzione attorno alla propria persona.

Non è un caso che la diffusione delle Fake News vada assumendo un ruolo sempre più centrale proprio nelle competizioni elettorali.

Fake News, Quali rischi per la democrazia?

Prescindendo completamente dalle realtà dei fatti, le Fake News costituiscono un'insidia rilevante per il dibattito pubblico e la formazione di opinioni, elementi entrambi di centrale importanza per la salute democratica.

Lo scopo delle Fake News è quello di acquisire consenso, facendo leva sugli istinti primari degli esseri umani: il primo tra tutti è la paura.

In tutta questa lotta per il consenso, ben poco spazio viene riservato alla verifica delle "evidenze" contrarie.

Nel caos di ambiguità che si viene a creare, nessuno crede più a nulla e nessuno, e questo clima di diffuso sospetto avvelena inevitabilmente il dibattito pubblico, impedendo la possibilità da parte dei cittadini-elettori di formarsi una propria opinione in maniera serena.

Non solo Fake News, ma anche Social Media e Big Data

Per non parlare degli effetti nefasti legati alla manipolazione dell'opinione pubblica tramite i Social Media, sfruttando le tecniche di Big Data Analytics utilizzate per diffondere le Fake News in maniera "chirurgica" a specifici gruppi di utenti, in base ai loro profili personali, come il recente caso "Cambridge Analytica" sta a dimostrare.

Come contrastare la diffusione delle Fake News, impedendo la manipolazione degli elettori?

Perchè diffondere Fake News è più facile che smascherarle

Le Fake News, in quanto originate e diffuse in un ambiente complesso e iper-connesso come il Web, mostrano caratteristiche di resilienza tutte proprie, che le rendono diverse dalle tradizionali menzogne o leggende metropolitane.

Una volta "viralizzati" in Rete, i contenuti digitali continuano infatti a diffondersi a prescindere dalla loro "verità intrinseca".

In base al principio noto come Asimmetria di Brandolini, l'impegno necessario a ripulire la rete dai contenuti fake è di un ordine di grandezza superiore rispetto all'impegno profuso nell'attribuire un semplice "like" o nella ricondivisione in Rete dei contenuti.

Visto che una parte consistente dei contenuti fake viene quotidianamente diffusa in Rete tramite i Social Networks, è lecito chedersi se tali piattaforme non giochino un ruolo peculiare in tale fenomeno.