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Fake News, un problema da Pensiero Critico

Il tema delle Fake News sta assumendo sempre maggior rilevanza nell'ambito dei media digitali a causa delle possibili conseguenze negative associate al fenomeno "bufale online", che rischia di compromettere sia la qualità del dibattito pubblico in generale, che la salute e il funzionamento delle istituzioni democratiche.

Alcuni osservatori tendono a sottostimare l'importanza del "fenomeno Fake News", adducendo la motivazione che le bufale e le menzogne esistono da sempre, e che si tratti quindi solo della versione digitale di quelle che una volta si chiamavano "chiacchiere da bar" o "leggende metropolitane".

Fake News, ovvero Tanto rumore per nulla?

In realtà, il fenomeno delle Fake News assume una rilevanza nuova e mostra peculiarità inedite proprio in virtù della natura digitale che le caratterizza, soprattutto per il fatto di poter sfruttare le capacità di "viralizzazione" rese possibili dalle reti di comunicazione digitali (Internet e Social Media in particolare).

Smascherare quindi le Fake News è tutt'altro che banale, e richiede un approccio sistematico di analisi oggettiva, che faccia ricorso agli strumenti del Critical Thinking piuttosto che utilizzare le "scorciatoie" del web costituite da siti di debunkers e fact checking.

Le Fake News costituiscono un serio problema anche per la democrazia

Inquinando il pubblico dibattito con informazioni false, impediscono infatti al cittadino-elettore di formarsi una propria opinione sulla base di un'informazione corretta.

Solo un cittadino consapevole, dotato di adeguate capacità critiche individuali può scongiurare quindi tali rischi per le istituzioni democratiche.

Fake News, Perchè preoccuparsene

"Ognuno ha diritto alle proprie opinioni, ma non ai propri fatti"

Assurta agli onori delle cronache, a seguito dell'elezione (inattesa per molti commentatori e analisti) di Donald Trump, la spregiudicatezza della campagna elettorale del candidato Repubblicano, basata su false informazioni diffuse tramite un uso altrettanto spregiudicato dei social networks, Twitter in particolare, è stata fin da subito oggetto di critiche e analisi, spesso interessate, da parte dei vari osservatori, che hanno scomodato concetti scivolosi come quello di post-verità.

Per saperne di più:

- Perchè la verità dei fatti è irrilevante per chi diffonde le Fake News


- L`obiettivo che si prefigge chi diffonde le Fake News è guadagnare consenso


- Perchè le Fake News non sono semplici bufale


Fake News - Quali rischi per la democrazia

"Le emozioni sovrastano la ragione" Aristotele

Prescindendo completamente dalle realtà dei fatti, le Fake News costituiscono un'insidia rilevante per il dibattito pubblico e la formazione di opinioni, elementi entrambi di centrale importanza per la salute democratica.

Lo scopo delle Fake News è infatti quello di acquisire consenso e visibilità

Il modo migliore per conseguire tali obiettivi consiste nel far leva sugli istinti primari degli esseri umani: il primo tra tutti è la paura.

Se pensiamo ad esempio alle Fake News che si sono diffuse intorno ai vaccini come causa di autismo, notiamo come l'elemento centrale sia stato quello di diffondere timori irrazionali nel pubblico.

Per saperne di più:

- In che modo le Fake News sfruttano le emozioni


- Le Fake News alla spasmodica ricerca del consenso


- Come le Fake News alimentano e sfruttano l`irrazionalità


Fake News, Perchè la gente ci crede e contribuisce alla loro diffusione

"Il cane che morde l'uomo non fa notizia;
ma se è l'uomo a mordere il cane, allora
lo scoop è assicurato"

Sembra che il nostro apparato percettivo, frutto di migliaia di anni di evoluzione, ci abbia resi particolarmente sensibili ai fatti che vanno contro le ordinarie esperienze.

Un fatto inconsueto, che non è in linea con quanto siamo abituati ad attenderci, attira maggiormente la nostra attenzione e viene più facilmente ricordato rispetto a un fatto di ordinaria amministrazione.

Chi crea e condivide Fake News lo sa bene, e cerca di attirare l'attenzione del pubblico diffondendo notizie sempre più inverosimili.

Per sfruttare però la collaborazione del pubblico nella condivisione delle Fake News, occorre qualcosa in più: fare leva sui pregiudizi della gente.

Per saperne di più:

- Il Bias della Conferma come motore della diffusione delle Fake News


- Gli incentivi economici alla base delle Fake News


Smascherare le Fake News con il Fact Checking funziona davvero?

Al fine di smascherare le Fake News si tende sempre più spesso a far ricorso ad una pratica diffusa sul web, nota come "fact checking", vale a dire una verifica basata sulla ricerca di "fatti" (e più spesso sui dati) reperibili pubblicamente (soprattutto in rete) che smentiscano le tesi e le notizie diffuse con le Fake News.

Tale approccio, seppur meritorio, rischia tuttavia di avere alcune controindicazioni di principio (oltre che pratiche) non trascurabili.

Dal punto di vista "di principio", il fact checking tende a suffragare (e a basarsi sulla) la "Teoria della Verità Manifesta", vale a dire la teoria secondo la quale la verità dei fatti non ha bisogno di essere argomentata criticamente, essendo sufficiente un approccio "trasparente" ai fatti stessi, per farne emergere "spontaneamente" la loro veridicità.

Per saperne di più:

- L`illusoria obiettività dei dati utilizzati nel debunkig delle Fake News


- La concezione manichea della verità dei debunkers


- Quali fonti di informazione possono essere considerate affidabili?


- Semplificazioni binarie, buone per i computer ma non per la verità


Web Vigilantes e Sceriffi del Web contro le Fake News

Oltre ai siti di fact checking, si stanno sempre più diffondendo nella Rete i siti web gestiti da soggetti che si autodefiniscono "debunkers", molti dei quali, nel tentativo di smascherare le Fake News, rischiano di assumere comportamenti simili a quelli degli sceriffi del Far West.

Gli sceriffi dell'Intelligenza Collettiva

Mossi infatti dalla convinzione etica che il web non sia soltanto un luogo di intrattenimento, ma che svolga soprattutto il ruolo di alimentare una presunta Intelligenza Collettiva, basata sui presupposti comunitaristici teorizzati durante gli anni '60 proprio nell'ambito dell'Università di Berkeley, California (a pochi passi da dove oggi risiede la Silicon Valley), molti fanatici sostenitori del "valore salvifico" del web hanno iniziato una vera e propria caccia alle streghe contro chi crea e chi veicola Fake News, assurgendosi a veri e propri sceriffi (web vigilantes) della Rete.

Dietro la parvenza di una azione meritoria, tuttavia, si cela il rischio concreto di una censura nei confronti di tutto ciò non sia "allineato" con il senso comune delle comunità digitali e dei fanatici dell'innovazione.

Per saperne di più:

- Perchè non abbiamo bisogno degli sceriffi del web


- I debunkers sono motivati dalla stessa ricerca di notorietà di chi diffonde le Fake News


Fake News, Perchè non abbiamo bisogno dei Web Vigilantes

Debunkers, fact checkers, cacciatori di troll: il "Wild Web" è popolato dalle figure piû varie.

Spesso tali personaggi sono animati (perlomeno all'apparenza) da intenti meritori, vale a dire liberare la rete dalle informazioni scorrette veicolate in mala fede.

Sempre più spesso, tuttavia, questi soggetti finiscono essi stessi per rappresentare il riflesso condizionato del male che intendono contrastare, e finiscono per diventare essi stessi il male che intendono sconfiggere, peraltro assumendone i metodi sommari, spicci (da sceriffi, appunto) dei loro avversari (tra cui l'uso indiscriminato della gogna mediatica).

In pratica sono loro, i web vigilantes, che si arrogano il diritto di decidere qual è la verità dei fatti che si può diffondere pubblicamente in rete.

Come abbiamo visto, la verità dei fatti non è suscettibile di essere ridotta alle categorie semplicistiche di "giusto/sbagliato", "vero/falso", "informato/disinformato" e così via.

Per saperne di più:

- Perchè mettere alla gogna il cialtrone di turno può avere effetti indesiderati


- Le soluzioni alternative al contrasto delle Fake News


Fake News, Come difendersi efficacemente

Abbiamo visto quindi che affidarsi a soluzioni "automatizzate" preconfezionate (così come dar credito ai vari web vigilantes e sceriffi del web) non consente di difendersi efficacemente dalle insidie delle Fake News.

Solo l'esercizio sistematico del dubbio metodico può consentirci di difenderci dalle Fake News

Per poter esercitare appieno le nostre capacità critiche occorre però prima comprendere appieno la natura peculiare delle Fake News.

Perchè le Fake News non sono semplici menzogne

Si potrebbe pensare che lo scopo perseguito dai produttori di Fake News sia quello di mentire in maniera deliberata, allo scopo di creare danno al pubblico dibattito.

In realtà, lo scopo dei fakers è principalmente quello di guadagnarsi l'attenzione degli utenti diffondendo le false informazioni che più fanno presa sulla gente.

Niente di simile accade nel caso della menzogna!

Per saperne di più:

- Perché è importante non confondere le Fake News con le menzogne


Perchè diffondere Fake News è più facile che smascherarle

"Una menzogna ripetuta all'infinito diventa la verità" J. Goebbels, ministro della propaganda nazista

Le Fake News, in quanto originate e diffuse in un ambiente complesso e iper-connesso come il Web, mostrano caratteristiche di resilienza tutte proprie, che le rendono diverse dalle tradizionali menzogne o leggende metropolitane.

Per saperne di più:

- Le cascate informative dei social media alla base delle Fake News


- L`asimmetria di Brandolini e la difficoltà di contrastare le Fake News


Fake News, Intelligenza collettiva vs Ignoranza Condivisa

"Il Mezzo è il Messaggio" M. McLuhan

La dilagante diffusione dei Social Networks ha riportato alla ribalta il classico tema della "Saggezza delle folle", in relazione ai potenziali vantaggi connessi all’emersione di una pretesa "Intelligenza Collettiva" che sarebbe in grado di convertire le informazioni disperse tra una collettività di individui, in conoscenza condivisa, mediante l’aggregazione delle differenti opinioni.

Tale concezione è stata in parte ispirata dall’aneddoto, attribuito a Francis Galton (cugino del più noto Charles Darwin), il quale, con stupore, potè testimoniare della particolare capacità predittiva, in termini di precisione, nello stimare correttamente il peso dei capi di bestiame, manifestata dalla folla degli astanti nel loro insieme;
la media delle stime individuali espresse dagli astanti si dimostrava infatti particolarmente precisa nel valutare il peso "reale" dei capi di bestiame.

Questo fatto ha contribuito alla teorizzazione della cosiddetta "Saggezza delle Folle", che è alla base della già più volte richiamata Intelligenza Collettiva.

Per saperne di più:

- La saggezza delle folle e i suoi requisiti restrittivi di validità


- Il conformismo delle tribù digitali e la diffusione delle Fake News


- La dittatura dei likes e l`omologazione delle opinioni


Smascherare le Fake News senza amplificarne la loro diffusione

Dopo aver analizzato le caratterisitiche delle Fake News e dei media digitali che ne facilitano la diffusione, insieme agli aspetti psicologici che contribuiscono alla condivisione in rete delle "bufale online", non ci resta che approfondire come contrastare efficacemente la diffusione delle Fake News.

Per saperne di più:

- Il pensiero critico come principale strumento di contrasto alle Fake News


- La suggestione dell`inverosimile come indizio di inattendibilità delle notizie


- Come contrastare efficacemente le Fake News evitando di amplificarne la visibilità


- Smentire i creduloni colmando i loro vuoti cognitivi con una spiegazione alternativa