twitterredditlinkedinmail

Perchè il pollo nella proprio non ci entra, si rifiuta…

La recente notizia riguardo al fatto che Carrefour abbia deciso di adottare tecnologie ispirate alla per la tracciatura della filiera del pollo ha destato scalpore, in quanto rappresenterebbe solo il primo passo di una “rivoluzione” che arriverebbe a coinvolgere potenzialmente tutta la filiera produttiva e distributiva agro-alimentare, allo scopo di permettere al consumatore di controllare, mediante l’utilizzo di un opportuno QR Code, tutto il percorso che il prodotto ha effettuato, prima di finire in tavola.

Nelle intenzioni, infatti, dopo i polli seguirebbero gli agrumi e progressivamente altre filiere verrebbero aggiunte a decorrere dal 2019.

Ora, a parte gli eventuali effetti in termini pubblicitari della decisione di mettere il “pollo nella ”, quali implicazioni devono essere tenute in considerazione nella valutazione delle conseguenze di una tale scelta tecnologica?

Non chiamatela

In primo luogo, sarebbe opportuno distinguere la propriamente detta (vale a dire la tecnologia originariamente sviluppata a supporto dei Bitcoin), con tecnologie affini, ma differenti non solo dal punto di vista implementativo, ma anche di “filosofia” di fondo.

Non a caso, si parla più correttamente di Distributed Ledger Technologies () proprio per distinguerle dalla (public ledger distribuito in modalità peer-to-peer) che fa da supporto ai Bitcoin.

In secondo luogo, bisogna valutare attentamente il grado di maturità raggiunto da tali tecnologie , soprattutto per l’impatto che scelte importanti come questa possono avere negli anni a venire su tutto l’indotto, oltre che per l’Azienda stessa.

Tecnologie : Pro e Contro per la Supply-Chain

Quali sono quindi i vantaggi e gli svantaggi, le opportunità e i rischi dell’adozione di soluzioni -like nell’ambito della ?

Per quanto concerne i vantaggi, nel caso della scelta di Carrefour, questi (almeno sulla carta) sono evidenti:

  • trasparenza sul prodotto e sulla sua qualità, a beneficio non solo del consumatore;
  • miglioramento dell’efficienza interna nel controllo qualità;
  • lotta agli sprechi alimentari e ottimizzazione della logistica;
Tuttavia, in che misura è in concreto applicabile ad un prodotto fisico il processo di certificazione che è stato originariamente pensato e progettato avendo come riferimento degli asset digitali (quali i Bitcoin)?

Il necessario ricorso ad un elemento fisico (quale è il QR Code, ad es., ma lo stesso si potrebbe dire di altri “artifici” di acquisizione analogica, quali telecamere, ecc.) come substrato di tracciatura infatti, riflette tutti i pregi (e i difetti) dei processi di verifica implementati nella filiera sottostante, e non è certo sufficiente l’aggiunta (o la sovrapposizione) della a “certificarne” l’integrità, se essi stessi presentano “falle” o lacune.

La stessa “immutabilità dello storico”, che si intende conseguire mediante l’introduzione di un ledger distribuito, potrebbe rivelarsi uno svantaggio, piuttosto che un vantaggio, in presenza appunto di errori che afferiscano alla filiera fisica sottostante, vista la “rigidità” che caratterizza le tecnologie (che per definizione, non ammettono modifiche retroattive, a meno che queste non siano “condivise” da tutti i nodi componenti il ledger stesso).

Tecnologie : Quanto sono mature?

Altri aspetti problematici delle tecnologie che si ispirano alla più famosa attengono in generale alla attuale maturità delle loro implementazioni.

Tra le problematiche da valutare con attenzione ricordiamo:

  • scalabilità dell’architettura;
  • lentezza delle performances;
  • necessità di ridondanza;
  • introduzione di consensus algorithms adeguati;
  • complessità dell’architettura;
  • sicurezza nelle/delle transazioni;

ma di questi, come di altri aspetti, avremo modo di occuparci nei futuri interventi.

Stay tuned!